Riscoperta della semplicità: la ricetta dei Malloreddus

Ho incontrato per la prima volta i malloreddus quando sono stata in vacanza in Sardegna da piccolina, ma racconterei una bugia se dicessi che ne ricordo i dettagli. Ero troppo piccola ed ancora poco interessata a quello che mi mettevano sul piatto; e poi insomma, la baby dance del villaggio chiamava!

Però il nome non me lo sono dimenticata, e quando ho scoperto che Federica (aka @sardinaincucina su instagram) faceva un corso online proprio su questo tipo di pasta mi ci sono lanciata! Il corso è stato carinissimo, lo abbiamo fatto via Skype e con me si sono connesse anche altre persone e tra chiacchiere e risate abbiamo fatto un sacco di gnocchetti sardi!

Mi piace preparare la pasta fresca, e la semola offre tantissime possibilità. Da quando Federica mi ha fatto conoscere questo formato, l’ho riproposto a casa più volte: sono facili da fare e si abbinano facilmente a tanti condimenti anche se io li preferisco con una semplicissima salsa di pomodoro di buona qualità tirata almeno un paio di ore a fuoco lento! Però se volete condirli “alla sarda” a questo link trovate l’articolo del suo blog dove vi spiega come vengono conditi da lei e anche qualche altra chicca su questo formato di pasta.

Pronti a prepararli anche voi?


Ingredienti
Per ogni 100 grammi di semola di grano duro ci vogliono circa 50ml di acqua (meglio se tiepida) ed un pizzico di sale.
Essendo pasta fresca, calcolatene 150gr a persona

Conservazione
Potete conservare i Malloreddus fresco in frigorifero per un giorno prima di cuocerli, oppure congelarli fino a tre mesi. Quando poi vorrete usarli dovrete buttarli direttamente nell’acqua bollente. Attenzione che i tempi di cottura si dilateranno leggermente nel caso in cui li prenderete dal freezer: meglio assaggiarli!


La ricetta è veramente elementare, ma ci sono alcune piccole accortezze che è meglio rispettare. Iniziamo mischiando acqua e farina (a cui io preferisco aggiungere già il sale): io inizio lavorando in una ciotola, ma se vi trovate meglio iniziate direttamente sul piano da lavoro. Il mio consiglio è quello di aggiungere l’acqua poco alla volta, e comunque di tenere il sacchetto della farina vicino a voi: infatti per una serie di N fattori (umidità della giornata, capacità di assorbimento della farina…) potreste avere bisogno di aggiungere più o meno acqua/farina.

Quando avete formato un panetto omogeneo, che si stacca dalle pareti della ciotola (o che non lascia residui sul piano da lavoro) e che non appiccichi più alle mani, continuate a lavorarlo con forza su un piano di lavoro, fino a che non diventa bello liscio. A questo punto lasciamolo riposare una mezz’oretta sotto una ciotola: in questo modo il glutine potrà riposare, ma l’impasto non perderà la sua umidità.

Passata la mezz’ora arriva la parte più divertente: quella della formatura degli gnocchetti! Prima di iniziare, prepariamo una teglia con della carta forno spolverata di semola, così che gli gnocchetti non si appiccicheranno.

Per quanto riguarda la formatura, Federica ci ha fatto vedere lo strumento tradizionale, che appartiene alla sua famiglia da tantissimi anni: meraviglioso! Ovviamente dubito che la maggior parte di noi ne abbia uno in casa, ma niente paura, ci sono numerose soluzioni alternative. Si può o utilizzare la tavoletta per gli gnocchi (come questa qui) oppure (come ho fatto io) possiamo arrangiarci con il retro di una semplice grattugia.

Ora procediamo cosi: stacchiamo un pezzetto di impasto e rimettiamo il restante sotto la ciotola, così da non farlo seccare. Tiriamo un salsicciotto e poi stacchiamo i singoli gnocchetti. Qui possiamo muoverci in due modi: o li stacchiamo con le dita o con il coltello. Io ho fatto direttamente con le dita, e l’ho trovato molto più veloce e paradossalmente preciso: riuscivo a fare gli gnocchetti più precisi e anche molto più carini. Quindi stacchiamo un pezzo di impasto e strisciamolo con il pollice sul retro della grattugia, arricciandolo fino a creare il nostro malloreddu!

Continuiamo così fino ad esaurire tutta la pasta. Come vi dicevo su, ora avete tre possibilità: potete o consumarli subito, o conservarli in frigorifero per il girono dopo, oppure congelarli. In quest’ultimo caso vi consiglio di congelarli prima su di un piano dritto, per esempio una teglia, e solo una volta solidificati di spostarli in un sacchetto: in questo modo manterranno la forma!

Se invece vorrete consumarli subito, vi basterà calarli in acqua bollente e cuocerli per circa 7 minuti. Stiamo ovviamente parlando di pasta fresca fatta in casa, quindi facciamo due osservazioni: 1) resterà sempre un po’ callosa – ma secondo me è proprio uno dei pregi di questo tipo di pasta – 2) molto probabilmente qualche gnocchetto sarà più grande e qualcuno sarà più piccolo, quindi sarà altrettanto normale sentire consistenze diverse in bocca. Ma dopotutto non è proprio questo il bello della pasta fresca?

Per condirli noi abbiamo optato per un semplicissimo sugo di pomodoro, dopotutto le cose semplici son sempre le più buone 🙂

Un piattone per Lui
…e un’aggiunta di basilico per me!

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